Pillole di branding – la quinta goccia

Mettersi sul mercato con il proprio marchio (brand) significa essere in grado di comunicare qualcosa.

“Se guardate tutto ciò che viene messo in vendita, scoprirete di quante cose potete fare a meno” (Socrate)

Troppi marchi inutili che non sono solo oggetti.

Troppi brand che cercano invano di essere qualcuno o qualcosa, ma non sono nulla, cavalcano semplicemente un’onda, sapendo che prima o poi andrà scemando. Allora di corsa a cogliere l’opportunità, anche senza requisiti, anche senza sapere come.

Tu mi dirai: “ma già lo so, si conoscono bene queste cose.

Se fai qualcosa solamente per denaro non avrai successo. (Barry Hearn)
E allora pensaci bene, cerca di investire il tuo tempo nel diventare qualcuno e non solo qualcosa.

E non solo, ricordati che anche un’estensione di linea, ha delle peculiarità tali che creano problemi. O allo stesso brand o al “brand-madre”. Quindi non cerchiamo di essere qualcosa che non siamo, perlomeno non a tutti i costi e senza le giuste “precauzioni”.

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Pillole di branding – la quarta goccia

Lavori da solo o lavori in team?

Sei un solitario, uno che ha bisogno di fare e gestire le cose per conto proprio, oppure sei uno che necessita di una squadra affiatata per ottenere risultati?

Entrambi i casi sono da valutare e portano a risultati importanti. Entrambi i casi, necessitano di un brand importante per arrivare all’obiettivo.

La forza mentale fa parte del carattere, non si può studiare a tavolino. Si è forti di testa se si riesce a rimanere sereni e divertirsi anche quando le cose non vanno bene, e se si riesce a non perdere mai la fiducia in se stessi e nel lavoro di squadra. (Valentino Rossi)

Esatto, la mentalità vincente che hai e che sei in grado di trasmettere agli altri o tirare fuori al momento opportune. È un fattore determinante, composto da tre caratteristiche importanti:

  • La preparazione – essere preparati e avere delle capacità acquisite grazie all’esperienza e alla formazione.
  • La consapevolezza – non si limita solo alla preparazione, ma bisogna sapere dentro di se che ci sono capacità e che le sai utilizzare nei modi e nei tempi appropriati.
  • La semplicità – che è data dal fare serenamente le cose, sapendo di farle con piacere e divertimento, andando a semplificarle enormemente.

Tre caratteristiche che non sono affatto semplici da avere e dimostrare, ma chi e ha e ci riesce, ha un passo in più.

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Pillole di branding – la terza goccia

Se ti comunicano che va tutto male, e poi ti dicono che la soluzione è questa, piuttosto che quest’altra, quale può essere la terza goccia?

Lavorare su te stesso e tenerti costantemente aggiornato per riuscire ad ottenere i risultati che desideri, ponendoti importanti obiettivi e lavorare per raggiungerli.

Che tradotto vuol dire: “Corsi di formazione”

Li fai?

Ti aggiorni?

Sei in contatto con un gruppo di pari?

Come gestisci tutto questo?

Se un giorno diranno di me che nel mio lavoro ho contribuito al benessere ed alla felicità del mio collega, allora sarò soddisfatto. (George Westinghouse)

 

Certo, sono importanti e danno un valore aggiunto. Io stesso li faccio e li propongo come servizio.

Ma prestare attenzione a cosa fare e con chi fare, rimane un fattore determinante per la tua crescita. Il bombardamento mediatico di tutti questi formatori che propongono la loro soluzione in CD, corsi lampo, corso speciale 3 in 1, porta ad un altro problema.

Chi ti da cosa? E soprattutto, quanto vale quel qualcosa?

La selezione e il filtraggio dei servizi, è un fattore che determina la tua crescita.

 

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Pillole di branding – la seconda goccia

La seconda gocciolina è riallacciata alla prima.

Una volta capito che hai dei problemi, le soluzioni esistono. Ed effettivamente molte aziende le hanno e possono darle con i modi giusti. Ma poi i risultati non ci sono ugualmente.

Perché?

Per il semplice motivo che dipende sempre da una regola base: fare o non fare.

Possono educarci al problema, possono farci capire che ci sono le soluzioni, ma poi, chi le mette in pratica?

Sempre tu. Solamente tu.

Lo fai?bene

Non lo fai?

Cerca di capire il perché.

“Non mi scoraggio perché ogni tentativo sbagliato scartato è un altro passo avanti.”  (Thomas Edison)

“Non importa quante volte cadi, ma quante volte cadi e ti rialzi.”  (Vince Lombardi)

In questo caso ce ne stanno a pennello due e non uno.

Perché il fatto di agire non è proprio automatico, infatti c’è un ostacolo fortissimo che ti blocca. La paura di fallire, la paura di non riuscirci e la paura di non saper fare.

Ma sono tre!

Si ma sono tutti concatenati e si presentano alla tua porta tutti assieme.

Ed è qui che scatta quel freno e non ti fa fare.

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Pillole di branding – la prima goccia

Da oggi per otto appuntamenti, vorrei pubblicare delle pillole di branding, all’interno delle quali mettere in evidenza punti cardine che stanno allarmando il nostro mercato e intaccheranno il tuo brand.

Come fare allora per prepararsi?

La prima cosa importante è capire bene quali sono questo otto punti e vedere se rispecchiano la tua situazione o semplicemente vieni proprio inghiottito da tutto questo.

Probabile, visto che sono realtà che oggigiorno ruotano attorno a tutti noi.

Già con la prima che vado ad illustrare, noterai similitudini, ma soprattutto delle evidenti realtà:

La comunicazione educativa dei giorni nostri.

Gli uomini hanno i riflessi lenti: in genere capiscono solo nelle generazioni successive. (Anonimo)

L’educazione “markettara” degli ultimi anni, si è concentrata sul creare incubi ai clienti, educandoli ad una situazione estremamente negativa che potrà essere risolta solo con una soluzione “speciale”….

Ma qual è questa soluzione?

Ovviamente quella proposta dalla ditta del momento con il prodotto/servizio del momento, grazie alle invidiabili performance ottenute.

Ma è proprio così?

Beh, in alcuni casi lo è davvero, ma nella grande maggioranza, no!

“Gli uomini si fidano delle orecchie meno che degli occhi” (Erodoto)

Il punto principale è proprio questo, il fatto di lavorare sulla mente dei clienti, creando situazioni negative che vanno a rispecchiarsi ogni giorno nella vita quotidiana.

Il messaggio che passa è sempre quello di una soluzione ai problemi, non è una situazione di benessere o miglioria generale. È proprio un “risolvere qualcosa di brutto”.

L’educazione che ti hanno dato è questa, la fase brutta che stai vivendo, le negtività che ti circondano  e che intaccano continuamente la tua vivibilità e vitalità.

 

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La nuova realtà di un brand – cosa ci aspetta in futuro

aspettarsi dal futuroTutto digitalizzato e tutto via internet?

Il tuo brand, è etereo o fisico?

Come lo gestisci?

“Le imprese non fanno acquisti, stabiliscono relazioni” (C.S.Goodman)

E tu sei un’impresa.

Rappresenti un’azienda che sul mercato propone un brand con servizi e prodotti.

E quindi, come li rappresenti?

Pubbliche relazioni….ma fatte in modo digitale o ancora con le strette di mano?

Ancora una volta ci si trova di fronte ad un bivio, fatto di due punti di vista molto diversi.

Oggigiorno ormai è diventato molto diffuso il relazionarsi via internet. Vuoi che siamo partiti con le e-mail, vuoi che i social hanno preso una fetta di comunicazione, molto molto grossa, alla fine dei conti, ci si trova a relazionarsi sempre di più con delle tastiere e non con delle strette di mano.

Attenzione!

In questo momento sembra che sia contrario, ma non è così.

Siamo in un’epoca che richiede anche questo tipo di strumento. Il mondo corre talmente veloce che il tempo è diventato il bene più prezioso in assoluto.

Non troverai nessuno fermo su una panchina

 

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Isolato dal mondo

Sei convinto che il mercato sia tutto uguale?

Vendere, fare marketing, fare certe attività professionali, è uguale in tutte le zone?

Oppure è vero che ci sono zone che sviluppano meglio e altre che non sviluppano affatto?

Milano, Roma, la Lombardia piuttosto che il Veneto, sono uguali a piccole province italiane?

Mi sto riferendo all’attività lavorativa, a realizzare la tua professionalità.

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Personal Branding e lo slogan personale

Una volta era molto più usato, ed infatti avevano uno studio comunicativo molto più efficace.

Ma oggi, avere uno slogan, è utile per il brand?

stile1Sicuramente si.

Entrare nella testa dei clienti è una delle priorità nel marketing; con uno slogan, lo si fa più facilmente.

Chi si ricorda:

  1. Nike: «Just do it»
  2. DeBeers: «Un diamante è per sempre».
  3. Tè Infrè: è buono qui, è buono qui (indicando la bocca e il cuore, perché deteinato)
  4. Carta di credito MasterCard: Ci sono cose che non si possono comprare, per tutto il resto c’è MasterCard!
  5. Del Monte: Luomo del monte ha detto si
  6. Pirelli: La potenza è nulla senza controllo.

Solo per citarne alcuni

Poi l’immagine, quella che entra ancora più forte nella mente e che rimane sicuramente impressa in modo diretto e semplice.

Ti ricordi di:

  1. Marlboro: il cowboy Marlboro.
  2. Energizer: il coniglio Energizer.
  3. Milka: la mucca viola

Un messaggio ripetuto a lungo e più volte, è andato ad imprimersi nella mente dei consumatori.

L’uomo è una creatura che non vive di solo pane, ma principalmente di slogan. (Robert Louis Stevenson)

Interessante, vero?

Ovviamente ci sono regole importanti da rispettare, prima fra tutte la credibilità.

Se non è credibile, non è valido, non viene percepito e passa in poco tempo: non funziona!

Eppure i pubblicitari continuano a perdere il focus e svariano con la loro creatività, finendo per perdere clienti, ma soprattutto aiutare la concorrenza.

A volte sembra fatto a posta. Incredibile.

Perché allora non tornare alle pubblicità efficaci? A quelle che hanno funzionato e che portavano grandi risultati?

Un esempio perfetto è la dualità tra Coca Cola e Pepsi.

Conosci lo slogan della Pepsi di oggi?

No!

Perché?

Ha voluto cambiare e ha avvantaggiato la diretta concorrente (come se ne avesse bisogno). Eppure, quando venne creato lo slogan della “Pepsi generation”, erano riusciti a conquistare buone fette di mercato, colmando parzialmente l’enorme gap con la diretta avversaria.

Perché allora abbandonare una strada che portava risultati?

A saperlo!!!

“La difficoltà non sta nel credere alle nuove idee, ma nel fuggire dalle vecchie“ (J.M. Keynes)

Eppure questo detto, in certe situazioni non vale!

Ma allora, perché farsi uno slogan personale?

Ritorno a quanto detto sopra: entrare nella testa del cliente.

In questo modo lo fai con molta più facilità, ma a patto che si rispettino certe regole e si utilizzino determinati strumenti di marketing.

Resta il fatto che, uno slogan, un’immagine che ti rappresenti, un brano musicale associato….sono uno strumento efficace evalido da utilizzare per il tuo brand

 

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Scopri come creare il tuo Personal Brand – Crea una tua nicchia, crea un tuo mercato

Spesso mi “piacerebbe piacere a tutti”, capita anche a te?

Bel giochino di parole, ma rende l’idea.

Purtroppo non è proprio possibile, non succederà mai. E se pensi di volerlo fare, sappi che sarà un errore fatale.

L’errore più grosso che si commette è proprio quello di voler creare un brand che piaccia a tutti.

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