2016 – L’anno delle grandi elezioni politiche Vuoi vincere? Ecco come fare….


Il 2016 sarà un anno pieno di elezioni politiche e con probabili rovesci.

Personalmente le vivo in città, dove si stanno facendo i soliti preparativi facili e poco studiati. Ci saranno le solite aggregazioni, ma nessuna di queste con una strategia vincente ed efficace.

Sei un politico che sta cercando di rovesciare le carte in tavola o sei un politico che necessita di essere riconfermato?

In quale delle due ti ritrovi?

Sappi che in entrambe, avrai grossissimi problemi e solo due soluzioni.

  • Brand
  • Comunicazione

Come fai a trovare la strada giusta per vincere le tue elezioni?

“C’è sempre una strada migliore…il tuo scopo è trovarla.”

 (Anonimo)

Candidarsi significa creare un marchio (un brand) che, almeno il 51% delle persone, vorrà “acquistare” il giorno delle elezioni.

Il brand è parte fondamentale della tua politica, sia che tu ne rappresenti uno come partito, sia che tu ne rappresenti uno come politico.

Il secondo caso a maggior ragione se è l’elezione nominale (Presidente, Sindaco).

Ma in entrambi casi, il focus rimane l’arma vincente per catalizzare l’attenzione e far passare il messaggio.

La chiave per poter vincere le elezioni consiste nel trovare un tema abbastanza ristretto da rappresentare qualcosa, ma anche abbastanza ampio da piacere a molti elettori. Un compito decisamente difficile.

Alle elezioni mancano ancora diversi mesi, ma partire prima con il proprio marchio, il proprio messaggi, il proprio logo, significa avere un vantaggio (e chi è bravo, è già partito da tempo). È importante per entrare nella testa degli elettori, perché una delle tecniche di branding è proprio la ripetizione, far passare un  messaggio tante volte.

La potenza delle immagini non è mai da sottovalutare, ha effetti decisivi sull’elettorato. Partire con un logo, partire subito con un brand che venga ripetuto da diverso tempo, avrà un effetto significativo sul voto finale.
loghi partiti

Il martellamento visivo è estremamente efficace, riconoscete tutti questi simboli, ne avete visti, molti di questi sfruttano immagini che lasciano un segno e riprendono ricordi per nostalgici. Vedi sia di destra che di sinistra, vedi anche la lotta dello “Scudo Crociato” di tanti anni fa. E non solo, se alcuni li fai sparire, ne subisce gravi conseguenze.

 

Ecco perché i candidati oggi sono pronti ad aprire siti internet, pagine sui social, realizzare loghi e utilizzare i caratteri tipografici più ad effetto.

Cercano un’identità raffinata che li contraddistingua e rimanga impressa. I più scaltri, o coloro che intendono vincere, ingaggiano agenzie di alto livello per lavorare sulla creazione di tutto questo.

 

E qui entra in gioco anche il marketing.

Qual è l’idea che un candidato vuole fare entrare nella testa degli elettori?

 

Berlusconi la libertà

Grillo – rinnovamento della classe politica

Renzi – innovazione

Per stare da noi, ma se vogliamo vedere oltreoceano ad esempio: Obama voleva il cambiamento.

Eccone alcuni esempi.

Il messaggio che si vuole fare passare, è molto importante, perché spesso ne è già passato uno precedentemente, quindi si deve lavorare in funzione del primo.

Non è semplice perché diventa un fattore di percezioni, ciò che percepisce l’elettore medio.

Per fare un esempio, riprendo un pezzo di un articolo letto di recente. È un articolo di un personaggio d’oltreoceano che è famoso in tutto il mondo  e che di recente ha manifestato apertamente la sua candidatura alla Casa Bianca: Donald Trump.

Tralasciando la parte imprenditoriale, sotto l’aspetto del politico, è partito subito con una strategia di marketing che ha riscontrato consensi, ma soprattutto, ha fatto parlare molto di se. Un attacco diretto agli immigrati messicani.

Ti ricorda qualcuno?

È scoppiato un putiferio, in particolar modo per il suo profilo personale, ma nei sondaggi, è balzato in avanti tanto da giocarsela alla pari con il personaggio di punta del suo partito.

Ora qui non sto a parlare di giusto o sbagliato, ma solamente di un metodo, che se anche discutibile, ha portato un vantaggio enorme per l’aspetto politico.

L’obiettivo qual’era?

Ovviamente accattivare l’interesse dell’elettore proprio con una strategia chiave: tema ristretto che però raccoglie consensi di molti elettori.

È un esempio che funziona sempre, pensaci bene, quali dei nostri politici hanno utilizzato questa chiave?

Grillo, Berlusconi, oggi Salvini.

Qualcuno c’è sempre e avrà la sua vittoria.

Ma ad un certo punto, quasi tutti i politici commettono un errore: la tendenza a credere di sapere tutto.

E qui ti senti a tuo agio, prendi posizione su qualsiasi argomento, inizi a schierarti su ogni cosa.

Ma così facendo, perdi il focus, gli elettori che iniziano a seguirti per la parte iniziale, poi si “destabilizzano”, rimangono disorientati dai tantissimi argomenti che proponi.

Un po’ come l’estensione di linea che hanno le grandi aziende.

Perdono il focus e iniziano ad allargarsi a macchia d’olio, perdendo quell’originalità iniziale che li contraddistingueva.

Ma allora, chi vincerà le elezioni nel 2016?

Semplicemente chi riuscirà a rimanere più focalizzato sulla chiave del successo.

Hai mai pensato di avere quei numeri sufficienti per vincere e poi te ne sei ritrovati un terzo?

Ma è proprio per quel motivo, hai perso tempo nell’appoggiare mille cause, senza rimanere concentrato su quella che ti lanciava alla ribalta.

Il meccanismo del voto, è uno di quei strumenti che hanno del fantascientifico.

Pensi ad un numero ed è un altro.

Pensi a dei voti e ne hai altri.

Pensi di vincere e sei scomparso dalla scena politica.

Ricordati sempre che un metodo è un metodo. La strategia da seguire sarà l’arma vincente.

Buone elezioni a te che ne avrai certamente bisogno.

 

Check your Brand – Lead your Brand