Non hai un c…o da fare?


 

Un uomo non è un pigro, se è assorto nei propri pensieri; esistono un lavoro visibile ed uno invisibile.

(Victor Hugo) 

PREMESSA: questo post è più indicato ad un dipendente, piuttosto che ad un professionista che comunque deve rendere conto anche ad altre persone.

 

Quante volte hai sentito la domanda sopra?

Non hai niente da fare?

Solo perché assorto nei pensieri? Solo perché ti vedono fermo li a non fare e brigare con le manine?

Qualche volta mi è capitato di sentirmela dire, altre volte mi è stato fatto notare, comunque, quando sei in certi momenti, dai proprio l’idea di non fare nulla e di stare con la testa per aria.

Dai, diciamoci la verità, magari sarà anche successo qualche volta, ma se fai un lavoro mentale, hai bisogno di momenti di pausa e riflessione.

Il pensare è un lavoro e richiede di stare fermi per concentrarsi.

La riflessione è un elemento importante per portare avanti i propri lavori, ma anche per ragionare su quanto fatto o quanto da fare.

Il tempo che dedichi a queste pause, rimane importante per te e per il tuo lavoro.

È un concetto di vitalità, che è sempre elemento nel personal branding e che ti aiuta nell’affrontare la tua vita professionale al meglio.

Ovviamente va ottimizzato, sia per te stesso, staccando lo stress e liberandotene, sia anche per ragionare e progettare il da farsi.

Io mi dedico sempre questo tempo, soprattutto in certi momenti di alto stress o in altri di grande progettazione. Mi aiuta tantissimo per l’una e per l’altra parte. Negli anni ho realizzato che questo metodo mi porta risultati e non mi interessa se do l’impressione di non fare nulla, l’importante è che dopo ottengo quello che mi ero prestabilito.

 

I vantaggi ci sono e li tocco con mano, provaci e mi saprai dire

 

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