Parola abusata, parola usata male


“Il marketing è diverso dalla vendita come la chimica dall’alchimia, l’astronomia dall’astrologia, gli scacchi dalla dama.”  (Theodore Levitt) 

Perchè le aziende chiamano marketing anche quello che non è marketing?

Ma soprattutto, perché molte aziende, mettono persone che non sanno cos’è il marketing, in ruoli chiamati: responsabile marketing?

 

In Italia, la stragrande maggioranza delle aziende, non sa nemmeno cosa sia il marketing.

Ma non lo dico io che non sono nessuno.

Lo dicono molti altri esperti in questo settore, esperti riconosciuti anche a livello internazionale.

 

Spesso quando vado a lavorare per alcune attività, mi ritrovo a scontrarmi con persone (titolari o dirigenti) che danno per scontato che il marketing è fatto di azioni come:

  • Stampare cataloghi e volantini e folders
  • Realizzare loghi
  • Fare del merchandising
  • Scrivere qualche notizia sui giornali (pubblicità)
  • Scrivere qualcosa sul web, sui social (magari in una pagina Facebook, realizzata alla “meno-peggio”).
  • Strategie suggerite dal reparto vendita, magari copiate “all’incirca” da altre realtà.

E altre cose simili.

 

Eppure, non c’è un posizionamento sul mercato, ne dell’azienda ne tantomeno dei suoi prodotti o servizi.

Eppure, se hanno prodotti o servizi che possono risultare differenzianti, non sanno come farci del VERO marketing sopra.

Eppure, non hanno idea di altre aziende concorrenti nel loro settore, ne tantomeno dell’azienda leader nel loro settore, proprio per avere riferimenti reali, per azioni di marketing.

 

Non solo…

 

Mi è capitato di vedere realtà che continuano spudoratamente a fare il “più per meno”, cercando di confrontarsi con colossi di mercato che non potranno mai battere (a quel livello).

Una semplice battaglia del prezzo, sminuendo il valore e solo per raccogliere quella commissione.

 

E anche….

 

Cercare di estendere la linea dei prodotti/servizi, per poter accontentare TUTTI.

 

Ma farlo capire ai titolari, o ai direttori generali, è impresa quasi impossibile. Soprattutto in questo Paese. Si ha una concezione del marketing, molto “personalizzata” e con aspetti decisamente particolari: fondati su usi e costumi, radicati nei decenni.

 

Non vuole essere una critica, perché in questi ultimi anni, molti hanno realizzato che la situazione è notevolmente cambiata, cercando quindi di aprire mentalità e provare a ricercare nuove soluzioni e cambiare strategie.

Certo che ancora il numero è molto piccolo, ma almeno in alcune situazioni, si incomincia a vedere qualcosa di interessante.

 

Chi di loro ha iniziato ad avanzare nello “scacchiere del marketing”, sta subito riscontrando notevoli vantaggi.

Perché?

Perché è il primo a farlo, perché inizia ad entrare subito nella mente dei clienti, con novità importanti che non si erano ancora viste, perché si differenzia.

 

Ecco perché ora tocca a te farlo, per non aspettare che lo facciano tutti e poi iniziare a cambiare nuovamente strategie e ad adattarsi al nuovo, studiando nuovi strumenti.

 

Cosa aspetti?

Come puoi comportarti davanti a questo?

Si, c’è tanto da fare e lo si può fare.

 

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